In occasione della «Giornata della Memoria», sabato 26 gennaio alle 20,30 a Thiene (Vi) presso chiesa della Pentecoste, verrà eseguito in prima assoluta «16670-MASSIMILIANO KOLBE», il secondo quadro del trittico che compone l’Oratorio «Necdum habetis fidem?» per soli, coro e orchestra creato da Lorenzo Fattambrini, ricavato da un soggetto di don Pier Giorgio Sandonà.
Dopo il primo episodio sulla figura di Edith Stein, donna ebrea divenuta santa cristiana, andato in scena il 14 ottobre 2012, all’apertura dell’anno della fede, protagonista di questa seconda parte sarà san Massimiliano Kolbe.
Il 17 febbraio 1941 Padre Kolbe venne arrestato dalla Gestapo e deportato nel campo di sterminio di Auschwitz, nel quale gli venne assegnato il numero 16670.
Alla fine di luglio avvenne l’evasione di un prigioniero dal blocco 14. Come rappresaglia il comandante Fritsch decise di scegliere dieci compagni dello stesso blocco, condannandoli ingiustamente a morire di fame e di sete nel sotterraneo della morte. Con lo stupore di tutti i prigionieri e degli stessi nazisti, Padre Massimiliano uscì dalle file e si offrì in sostituzione di uno dei condannati, il giovane sergente polacco Francesco Gajowniezek.
In questa maniera inaspettata ed eroica Padre Massimiliano scese con altri nove nel sotterraneo della morte, dove, uno dopo l’altro, i prigionieri morirono, consolati, assistiti e benedetti da un santo. Affrontò la lenta agonia con grande dignità e calma, al punto da impressionare le Ss che lo uccisero, due settimane dopo la reclusione, ultimo sopravvissuto dei dieci, con un’iniezione di acido fenico alla vigilia dell’Assunta del 1941. Il giorno seguente il suo corpo venne bruciato nel forno crematorio e le sue ceneri sparse al vento.
Nel quadro proposto, che prende avvio proprio dal racconto dell’offerta estrema della propria vita in cambio di un altra (nel brano AUSCHWITZ: DOVE SEI SPERANZA? DOVE SEI PIETA’? DOVE SEI DIO?), come spunto è stata presa in considerazione la grande e profonda devozione mariana di fratel Kolbe – nato Raimondo l’8 gennaio del 1894 e successivamente entrato nell’ordine dei Francescani col nome di Massimiliano – legata anche ad una apparizione che la madre ha raccontato dopo la sua morte nella quale la Madonna offriva al santo la scelta di due corone, una bianca, segno di purezza, ed una rossa, segno del martirio, entrambe abbracciate dallo stesso. La figura di Maria resterà sempre impressa nella vicenda umana di Massimiliano, fondatore delle “Milizie dell’Immacolata”, ucciso alla vigilia dell’Assunzione di Maria, le cui ultime parole furono: “Ave Maria”.
A livello compositivo quindi si è dato largo spazio a citazioni attinte dal repertorio mariano del canto gregoriano (Ave Maris Stella nel brano VISIO, Ave Maria nel brano IN HORA MORTIS) gli sviluppi melodici delle quali sono messi in forte contrasto con le combinazioni feroci e taglienti delle note ricavate ghematricamente dal nome Auschwitz (una scala artificiale le cui note principali replicano la cruda e drammatica realtà del lager). Il tutto in un crescendo di trasfigurazione spirituale che troverà il suo apice nell’Amen conclusivo del corale SANTO MARTIRE, quasi un solenne “SI!” di compimento e vittoria della Fede. L’uso di frequenti interventi corali, in formule che vanno dal tipico corale liturgico alla ricerca di effetti scenico-sonori, avvicina a tratti l’opera presentata alla tradizione della cantata luterana, non disdegnando implicazioni di drammaticità teatrale riferibili al linguaggio della tragedia greca.
L’orchestra in questo senso contribuisce a tratteggiare emotivamente i conflitti interiori, le difficili scelte, i momenti di ispirato abbandono alla Fede fino all’offerta della vita.
La rappresentazione di questo secondo episodio dell’oratorio avverrà grazie all’impegno dei componenti dei cori di San Vincenzo e San Biagio di Grumolo e dell’orchestra di San Vincenzo diretti dal giovanissimo Sergio Gasparella, studente in composizione e direzione d’orchestra al conservatorio Pedrollo di Vicenza.
Solisti il baritono Alberto Spadarotto (narratore) e il tenore Gianluca Zoccatelli (Kolbe).
La serata, presentata da Sandro Pozza, è inserita nell’iniziativa per commemorare il giorno della memoria e il giorno del ricordo “Le porte della memoria 2013” organizzata dal comune di Thiene, la scuola di formazione teologica, l’associazione culturale Luigi Meneghello di Malo, il centro studi Romano Guardini di Isola Vicentina, gli Amici della resistenza e il liceo Corradini.
La manifestazione è patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Thiene.
L’ultima parte dell’oratorio, dedicata a Madre Teresa di Calcutta, si terrà il 18 maggio 2013.