[di Enrico Peyretti • 09.10.01] La guerra e' "l'antitesi del diritto" (Bobbio, nel suo libro sulla guerra e la pace, dalla prima edizione del 1979 alla quarta del 1997, nonostante alcune sue affermazioni rassegnate al peggio).

LA GUERRA E’ L’ANTITESI DEL DIRITTO

Secondo ogni diritto, anche il piu’ primitivo, la prova della colpa va mostrata anzitutto all’accusato. Per una condanna minimamente decente, l’accusato deve essere convinto di colpa, e il tentativo va fatto comunque, anche se egli non si convince. E la prova delle accuse deve essere valutata da un giudice terzo, indipendente. Farsi giudici in causa propria e’ distruzione della civilta’. E’ terrorismo. E’ violenza primitiva. La condanna senza accusa precisa comunicata all’accusato e pubblicamente provata e’ agguato, delitto. La guerra e’ tale. Questa guerra e’ tale. La guerra e’ negazione di ogni giustizia. Fare la guerra per fare giustizia e’ fare ingiustizia massima sotto nome di giustizia. Capovolgere i significati e’ distruggere l’umanita’, la natura razionale. La guerra uccide vite umane e significati, verita’, possibilita’ di comunicazione umana. La guerra, poiche’ consiste nell’inganno e nella negazione del dialogo, e’ dunque sempre terroristica, batteriologica (avvelenatrice della comunicazione umana), atomica (disintegrante), sempre ingiusta, invincibilmente ingiusta. Questa guerra e’ tale.Solo noi che diciamo questo rispettiamo davvero le vittime del terrorismo, perche’ pensiamo e agiamo diversamente dai loro assassini. Solo rifiutando la guerra si rifiuta il terrorismo. Solo sviluppando la giustizia internazionale, quella economica e quella processuale, si potra’ sormontare il terrorismo. Bush che fa la guerra-vendetta-inganno conferma le azioni disumane dei terroristi, non vendica ma tradisce le vittime di New York e Washington. Ritorcere e’ riprodurre e confermare, stabilire il metodo. Bush ripete il terrorismo. Cosa direbbero di lui i morti delle due torri? La sola differenza e’ che ora l’uno fa cio’ che l’altro ha fatto a lui. Nessuna vera differenza. Si dira’: ma quello e’ il colpevole. Appunto: deve giudicare un terzo. Altrimenti quello, o chi per lui, ti fara’ immediatamente altrettanto, e avra’ la stessa ragione che hai tu, perche’ anche lui ti ritiene colpevole. Siete entrambi prigionieri di uno specchio: il vostro assolutismo solitario. L’altro siete voi stessi. Siete nemici di voi stessi. Ma e’ possibile essere talmente stupidi? E’ la potenza che vi acceca. Posate le armi, la superbia e l’odio, vi si apriranno gli occhi. Vedrete la vita, vostra e altrui. [Enrico Peyretti e’ una delle figure piu’ prestigiose della cultura della pace. Per contatti: peyretti@tiscalinet.it]