[Bilanci di Giustizia di Pistoia • 30.01.04] Alcune famiglie del gruppo di Bilanci di giustizia di Pistoia hanno deciso di scrivere  una lettera al Presidente della Repubblica ed al Presidente del CdA Rai a proposito del rinnovo dell'abbonamento. La proposta che viene fatta è quelle di pagare l'abbonamento fino a giugno e decidere poi se pagare anche gli ultimi sei mesi o fare una sorta di "obiezione"...

CANONE RAI. L’INIZIATIVA DEL GRUPPO «BILANCI DI GIUSTIZIA» DI PISTOIA

Cari amici, avete già versato l”abbonamento Rai”? Se non l’avete ancora fatto, leggete qui.Alcune famiglie del gruppo di Bilanci di Giustizia di Pistoia hanno deciso di scrivere  una lettera al Presidente della Repubblica ed al Presidente del CdA Rai a proposito del rinnovo dell’abbonamento.
La proposta che viene fatta è quelle di pagare l’abbonamento fino a giugno e decidere poi se pagare anche gli ultimi sei mesi o fare una sorta di “obiezione”. Vorremmo proporvi l’iniziativa chiedendo, a chi è d’accordo, di aderire inviando la lettera ai destinatari ed un messaggio a noi (elena@lillinet.org) e di invitare amici a fare altrettanto. Grazie. 

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZELIO CIAMPI
presidenza.repubblica@quirinale.it

AL PRESIDENTE DEL C.D.A. RAI
LUCIA ANNUNZIATA
ufficiostampa@rai.it

Scriviamo alla Presidenza della Repubblica (ringraziando sentitamente per l’attenzione concessa alla Legge Gasparri ed alla nostra Costituzione) ed alla Presidenza del C.d.A. RAI  per comunicare il forte disagio nei confronti di questa “tassa” che oltre ad andare a gravare sul nostro bilancio familiare, ci lascia perplessi per molti motivi:

1- Ci siamo abbonati con la convinzione che un servizio di informazione pubblico vada sostenuto; con il nostro finanziamento ci sentivamo un po’ “azionisti” del servizio pubblico il quale invece non ha mai mostrato nessun interesse per i suoi abbonati (se non circoscritto all’eventuale cambio di residenza). 
Lo sconcerto è aumentato quando abbiamo scoperto che ciò che stavamo pagando non era un “abbonamento alla Rai” come veniva chiamato, ma una tassa sulla proprietà della televisione che andava obbligatoriamente pagata al di là del gradimento del servizio e della stessa scelta sull’eventualità di usufruirne o meno (vista la situazione economica del Paese si sta forse pensando anche ad una nuova tassa sul frigorifero o sul forno che tra l’altro usiamo di più?).
E’ giusto e legittimo chiamarlo ancora “rinnovo dell’abbonamento TV”? 

2- Se si esclude la programmazione dopo le ore 23,00 e qualche “guizzo” di originalità di tanto in tanto, il palinsesto della Rai non si discosta quasi per niente da quello di Mediaset e non ne capiamo il motivo, visto che la funzione dovrebbe essere largamente differente.
In più è molto preoccupante sia quanto accaduto nei confronti di Biagi e Santoro, che nonostante i meriti riconosciuti ed i ricorsi vinti non si sono ancora rivisti in tv, sia la censura sul programma della Guzzanti dopo appena una puntata (certo non si trattava di un programma che poteva piacere a tutti ma neppure l’orario di programmazione lo richiedeva) e questi eventi non  garantiscono il pluralismo che una televisione pubblica dovrebbe perseguire come obiettivo primario. 

3- Nella Rai viene fatto lo stesso uso indiscriminato della pubblicità che nelle reti private, anche fuori dell’autoregolamentazione che le stesse reti si sono date.
L’oscura previsione che è stata fatta sulla mancanza della pubblicità su Rai3 nel caso non fosse intervenuto un decreto ad hoc, sinceramente  non ci faceva nessuna paura, anzi, finalmente  noi e soprattutto i nostri figli, avremmo potuto godere di un programma senza il tormentone della pubblicità. Inoltre se la totalità delle reti Rai si finanzia con pubblicità e telepromozioni come le reti private, che senso ha il nostro finanziamento? 
Per quanto sopra enunciato rinnoveremo l'”abbonamento” fino al 30-06-04 proponendoci di diffondere e discutere con altri la nostra protesta e presteremo particolare attenzione alle iniziative intraprese dall’Azienda  Rai prima di decidere se continuare o meno a ritenerci “abbonati”.

Distinti Saluti.


Iniziativa segnalata da Giovanni Zampini (VR)