[A cura di alcuni volontari del Servizio Civile Internazionale • 15.05.03] Siamo un gruppo di volontari del Servizio Civile Internazionale che  hanno partecipato alle missioni di osservazione e interposizione non-violenta in Palestina...

PALESTINA: «QUELLO CHE ABBIAMO VISTO NOI»

Siamo un gruppo di volontari del Servizio Civile Internazionale che  hanno partecipato alle missioni di osservazione e interposizione non-violenta in Palestina. Oggi, mentre i giornali di tutto il mondo titolano che “i tempi sono maturi per la pace in medio oriente”, vogliamo dare la nostra testimonianza di ciò che abbiamo visto nei territori palestinesi occupati dall´esercito israeliano. Abbiamo visto carri armati sparare a bambini mentre si recavano a scuola, famiglie tenute in ostaggio dai soldati notti intere, demolizioni di case, umiliazioni e violenze a uomini, donne e bambini costretti per ore in fila ai check-point, ambulanze bloccate dall’esercito impedendo il soccorso di feriti gravi. Si parla di trattative di pace mentre Israele sta costruendo un muro lungo oltre 800km che toglie a migliaia di contadini le terre che coltivano da generazioni, isolando i villaggi e le città da ogni risorsa naturale (terre e risorse idriche) e trasformando di fatto la Cisgiordania nella più grande prigione della storia dell´umanità. Abbiamo lavorato insieme all´ISM (International Solidarity Movement), organizzazione contro la quale è in corso una durissima azione repressiva ed una massiccia campagna diffamatoria. In poco più di due mesi tre volontari, Rachel, Brian e Tom sono stati colpiti dal fuoco israeliano mentre cercavano di proteggere la poplazione civile. Rachel è morta, Tom è in coma irreversibile, Brian è rimasto sfigurato. Venerdì 9 maggio l´esercito israeliano ha fatto irruzione nella sede dell´ISM di Beit Sahour requisendo tutti i documenti, computer e attrezzature ed arrestando una segretaria palestinese, un´attivista americana ed una rappresentante di Human Rights Watch. da giovedì 8 maggio  qualunque internazionale volesse entrare nella Striscia di Gaza è obbligato a firmare una liberatoria nella quale dichiara esplicitamente di non far parte dell´ISM e con la quale solleva l´esercito israeliano da qualunque responsabilità qualora venisse ucciso, ferito o subisse danni da parte dell´esercito stesso. Tale documento è stato dichiarato da Amnesty International e dal Governo Britannico illegittimo e contrario a qualunque legge internazionale.
Noi siamo stati là ed abbiamo partecipato alle azioni di interposizione dell’ISM. Ci riteniamo quindi testimoni attendibili nell’affermare che il lavoro dei volontari  è tentare, in modo assolutamente non-violento, d´impedire che vengano perpetrate violazioni dei diritti umani, violenze e abusi nei confronti della popolazione civile palestinese come espressamente vietato dalle leggi internazionali e dalla dichiarazione dei diritti umani. Riteniamo inaccettabile e vergognoso qualsiasi tentativo di distorsione e strumentalizzazione della presenza degli internazionali in Palestina e siamo allarmati dalla violenta campagna repressiva di Israele che mira ad eliminare la presenza di scomodi testimoni oculari dei crimini perpetrati quotidianamente dalle forze armate nei territori. Facciamo appello alla società civile affinchè si trovino delle strategie comuni per reagire a tutto questo ed impedire il completo isolamento della popolazione civile palestinese. (I volontari in Palestina del Servizio Civile Internazionale).