[Un Ponte per... • 19.03.04] Da diversi anni ormai è attiva la campagna "Un Ponte per Shatila" che si ripropone di tenere viva la sensibilizzazione e l'attenzione sulla questione dei profughi palestinesi in Libano, dove, da oltre 55 anni, sono costretti a vivere in miseri campi profughi...

24.04.04 – 02.05.04. UN PONTE PER SHATILA. VIAGGIO DI STUDIO E SOLIDARIETA’

Da diversi anni ormai è attiva la campagna “Un Ponte per Shatila” che si ripropone di tenere viva la sensibilizzazione e l’attenzione sulla questione dei profughi palestinesi in Libano, dove, da oltre 55 anni, sono costretti a vivere in miseri campi profughi. In questo ambito, Un Ponte per Shatila invita amici/che a partecipare a un viaggio di studio e solidarietà nei campi profughi palestinesi che si svolgerà orientativamente dal 25 Aprile al 2 maggio 2004 e che prevedrà, in linea di massima le seguenti tappe:
 
– i asili di Bourj el Barajneh e di Nahr el Bared. Verrà consegnato del materiale didattico e di fondi proveniente dalle strutture gemellate in Italia e la elaborazione di materiale da riportare in Italia;
 
– principali campi profughi palestinesi: Shatila, Bourj el Barajneh, Mar Elias, Rashidie, Bourj el Shemalj, Nahr el Bared, Beddawi, Ein el Helwey;

– r i sostenitori a distanza dei bambini nell’ambito del progetto Family Happiness, una visita al bambino/a sostenuto/a;

– verse associazioni e organizzazioni politiche palestinesi e libanesi;

– a giornata turistica libera che i partecipanti potranno dedicare alla visita dei siti archeologici di Baalbek e Anjjar, la riserva di cedri sul monte Chouff, il palazzo di Beit Eddine, le città di Sidone, Tripoli, Tiro, e altro ancora.

La visita viene organizzata con la collaborazione fondamentale dell’associazione partner Beit Atfal Assumoud che si occuperà della logistica locale. Il programma dettagliato della iniziativa verrà comunicano non appena si avrà un quadro completo dei partecipanti e del loro coinvolgimento nei progetti in corso. La quota di partecipazione, per un gruppo composto da almeno 15 persone, è di Euro 550 e comprende il viaggio aereo per/da Beirut e gli spostamenti interni con pullman. La quota potrà subire variazioni (in più o in meno) a seconda delle offerte e delle tariffe applicate dalle compagnie aeree al momento della partenza.

L’alloggio in albergo verrà saldato direttamente dai partecipanti sul posto. Sarà cura della organizzazione fornire alcune alternative per quanto riguarda l’albergo e prenotare i relativi posti. I pasti saranno a cura dei partecipanti.

Per aderire occorre richiedere la scheda di adesione a Maria Cappello per e-mail ([email protected]), contattare telefonicamente la sede di Un Ponte Per… al n. 06-44702906 e  dare la disponibilità ad un incontro di in-formazione per tutti i partecipanti, prima della partenza per dare informazioni sui luoghi e sui progetti di Un Ponte per….

IMPORTANTE: per entrare in Libano è necessario che il passaporto abbia una validità di almeno 6 mesi oltre la data di ingresso, e soprattutto che non contenga nessun visto di ingresso in Israele. In questo caso il/la partecipante deve provvedere a fare un passaporto nuovo. Il visto di ingresso in Libano si fa all’arrivo in aeroporto e costa 25.000 lire libanesi per una settimana (circa 16 Euro).

Scadenze:
21 Marzo: adesione; 31 Marzo: pagamento dell’acconto di 300 Euro sul c.c.p. 59927004 intestato ad ‘Un Ponte per…’, Piazza Vittorio Emanuele II, 132; 00185 Roma; 8 Aprile: conferma e saldo dei rimanti 250 Euro (salvo modifiche).

Per informazioni:
Maria Cappello; [email protected]; 06-44702906
Carlo Pona; [email protected]; 338-3547321

All’interno dei campi profughi palestinesi in Libano si riscontrano evidenti e urgenti problemi:
1. La Restrizione di spazio e Sovraffollamento dei campi crea una situazione di forte insicurezza e le condizioni di vita sono pessime, manca l’elettricità e l’acqua potabile.
2. La Crisi delle strutture sanitarie: l’agenzia delle Nazioni Unite per i profughi e il lavoro, UNRWA stima “gravissimo” il problema della sanità per i profughi palestinesi in Libano; e assolutamente insufficiente viene considerato l’accesso agli ospedali e ai servizi sanitari;
3. La Disoccupazione è gravissima sia per la chiusura di molte industrie in loco, che per la assoluta mancanza di politiche governative a favore dei rifugiati palestinesi, che per le restrizioni all’accesso ai mestieri di cui sopra.
4. Il grave problema dell’educazione: Il numero dei bambini palestinesi che accedono ai servizi educativi si va riducendo sensibilmente di anno in anno. La dimensione stessa di questo fenomeno è a detta dell’UNRWA sconosciuta. Le classi sono spesso superaffollate;
5. Declino di aiuti esterni: UNRWA si è vista ridurre pesantemente i sussidi a sua disposizione e che consentivano l’implementazione di diversi programmi educativi e sanitari.

Un Ponte per Shatila sta portando avanti alcune iniziative dirette alla solidarietà e alla sensibilizzazione: la Campagna per non dimenticare Sabra e Shatila, per tenere vivo il ricordo del massacro del 1982 e sensibilizzare sulla situazione umanitaria insostenibile dei profughi palestinesi; il progetto Family Happiness che fornisce un sostegno economico a oltre 45 bambini, prevalentemente orfani, di famiglie particolarmente bisognose per consentire loro l’accesso allo studio e alle cure sanitarie più urgenti; il sostegno economico ai giardini d’infanzia dell’associazione palestinese Beit Atfal Assomoud all’interno dei campi profughi di Bourj El Barajneh (Beirut) e di Nahr el Bared (Tripoli); i gemellaggi tra gli stessi giardini d’infanzia e due analoghe strutture in Italia, a Pian di Macina (Bologna) e a Monterotondo (Roma) che vede coinvolti diverse centinaia di bambini tra 3 e 6 anni; Il sostegno alle cliniche dentistiche a Shatila (Beirut) e a Rashidie (al Sud, vicino al confine israeliano); la realizzazione in corso di un laboratorio di fotografia a Bourj el Barajneh, come primo stadio di una struttura che riesca a dare una opportunità lavorativa e di svago ai giovani palestinesi.

Altre informazioni sul sito di Un Ponte per: www.unponteper.it