[Beppe Grillo 14.10.04] Chi confonde il culturismo con la cultura è pericoloso. Confonde la forza con la ragione. Il 2 novembre si sceglierà tra Bush e Kerry anche a La California, frazione di Bibbona (Livorno). Se il presidente degli Stati Uniti si comporta come signore del mondo, perché devono votarlo solo gli statunitensi? Ci sarò anch'io...
Leggi Articolo »L’opinione
PUBBLICANI E PROSTITUTE VI PRECEDERANNO NEL REGNO DEI CIELI
[Autori vari 18.10.04] Trovo davvero ridicolo parlare di congiura anti-cristiana in Europa dopo le polemiche scatenate dalle dichiarazioni di Rocco Buttiglione sui gay e sulla "buone donne". Grazie a Dio, Buttiglione non è il Cattolicesimo...
Leggi Articolo »ARMI. QUEL COMMESSO VIAGGIATORE CON LA BANDANA
[GB - Unimondo 11.10.04] Sarò il vostro "commesso viaggiatore". Così ha detto oggi il Bandana ai dirigenti delle principali industrie armiere italiane in occasione del primo volo del caccia M-346. C’è solo da sperare che sia l’ennesima boutade, anche se proprio così non sembra…
Leggi Articolo »LETTERE. «PERCHÉ RESTARE IN IRAQ?»
[GRILLOnews • 13.10.04] Vi proponiamo due brevi lettere giunte in Redazione accomunate da un netto e perentorio rifiuto della guerra come modalità di risoluzione delle controversie internazionali...
Leggi Articolo »IL TERRORE CHE NASCONDE LA VERITÁ
[di Giulietto Chiesa 29.09.04] Siamo ormai tutti immersi in un bagno di terrore. E il terrore funziona a meraviglia per far eleggere George Bush. Qualcuno ha rilevato che solo gli americani votano in questa elezione, ma che essa, in realtà, è ormai l’elezione dell’imperatore del pianeta. Locuzione delle più imprecise perché solo una piccola parte degli americani votano e quindi se ne deduce che l’imperatore del pianeta è in realtà espressione solo delle classi abbienti (quelle che votano negli Usa), cioè di meno del 40% della popolazione statunitense...
Leggi Articolo »QUALE PROGRAMMA PER LE CARCERI ITALIANE?
[di Stefano Anastasia (presidente dell’Associazione Antigone) 04.10.04] E’ stata sufficiente la combinazione del tragico suicidio del sindaco di Roccaraso e della protesta dei detenuti di Regina Coeli perché il bubbone delle carceri esplodesse. La misura del degrado è data dai fatti del carcere romano. Sono anni (più di un decennio ormai) che i detenuti delle carceri italiane - nonostante i ricorrenti vaticinii degli apprendisti stregoni ministeriali - si guardano bene dal promuovere proteste che possano arrecare danni alle cose o alle persone...
Leggi Articolo »LA TRAGICA STUPIDITÀ DELLA GUERRA PRESENTE-PROSSIMA-VENTURA
[don Gianfranco Formenton (Fonte: Adista) 25.09.04] Se è vero che una guerra si riconosce per i vuoti proclami ideologici che l'accompagnano, allora ci siamo dentro veramente: quando quelli che prima erano null'altro che degli individui cominciano ad esser visti come membri di una comunità ostile e alternativa alla nostra, le opposte fazioni cominciano a delinearsi e a percepirsi reciprocamente come monolitiche, compatte e minacciose, spesso più di quanto non siano in realtà. È allora che entrano in scena i guerrafondai d'ogni orientamento e religione, sempre pronti a rinfocolare i conflitti e a soffiare sul fuoco della stigmatizzazione dell'altro con i loro folli proclami. Secondo don Gianfranco Formenton (parroco di S. Angelo in Mercole, a Spoleto), stiamo assistendo ad uno spettacolo simile, in questi ultimi tempi: "oramai ci siamo. La strage è stata programmata, i crocifissi di plastica, i veli islamici, i muri israeliani sono pronti a fare da bandiera per la nuova barbarie". A farne le spese, come di consueto, sono e saranno gli innocenti di ogni Paese e latitudine, i bambini, sia quelli la cui sofferenza vediamo ostentata in televisione, sia gli altri, quelli che soffrono senza che nessuno lo sappia. Forse, invece di indulgere, come si è fatto finora, a manifestazioni di cordoglio ostentate, spesso costruite ad uso e consumo dei media, è il caso di ricominciare a ragionare e a dire la verità, non per giustificare i gesti di violenza dell'una come dell'altra parte, ma semplicemente per capire come opporvisi. Di seguito, la riflessione di Formenton nella versione integrale...
Leggi Articolo »LETTERA DA RECIFE (BRASILE). «IL GOVERNO POPOLARE SI COSTRUISCE GIORNO DOPO GIORNO»
[Giovanni Baroni • 22.09.04] Miei cari amici, mancano pochi giorni alle elezioni municipali qui in Brasile. Quattro anni fa, emozionato, vi parlavo della vittoria del nostro metalmeccanico, João Paulo, come sindaco di Recife: uma vittoria del PT [Partido dos Trabalhadores, Partito dei Lavoratori], ma sopratutto delle classi popolari che per la prima volta dicevano un no alla élite locale, signora di terre e di zucchero. João Paulo ha preceduto la elezione di Lula: Recife ha votato in massa per il suo Presidente e adesso ritorna a manifestare la sua preferenza: il crescente vantaggio del candidato del PT, João Paulo, si deve sicuramente ai progressi delle politiche pubbliche sociali a favore del popolo adottate in questi quattro anni di governo popolare...
Leggi Articolo »LETTERE. I CONSIGLI DELLA SUOCERA
[Luca Salvi • 21.09.04] Dopo aver letto il servizio sulla Stampa sugli irriducibili di Saddam, ho pensato che, accidenti, aveva ragione mia suocera! Donna semplice, non certo esperta di politica o strategia militare ma ricca di sano buon senso, di fronte a Bush che in televisione proclamava "missione compiuta", mentre l'esercito iracheno si squagliava come neve al sole...
Leggi Articolo »UCCIDETEMI QUI
[Tonio Dell’Olio • 17.09.04] Nei giorni in cui il Governo approva un decreto legge per recepire la recente sentenza della Corte Costituzionale e un regolamento sull’immigrazione e mentre continuano, massicci, gli sbarchi sulle nostre coste, ormai quasi nell’indifferenza generale, di migliaia di “clandestini” (per chi?), un duro attacco alla legge Bossi-Fini sul rimpatrio forzato per i clandestini che giungono in Italia viene dal coordinatore nazionale di Pax Christi, Tonio Dell’Olio, che nell’editoriale del numero di settembre di “Mosaico di Pace” invita gli uomini di coscienza a ribellarsi. «Se il rimpatrio equivale ad una tragica condanna a morte – scrive Tonio Dell’Olio - io mi rifiuto di far parte del plotone di esecuzione e la mia coscienza mi rimprovera se mentre il comandante grida: Fuoco! Io mi giro dall’altra parte o mi tappo le orecchie per non sentire gli spari. Il rumore dei fucili che in un solo colpo stroncano, vita, sogni e progetti… ora si è fatto assordante e riempie l’aria. L’urlo dei condannati trascinati al patibolo è lancinante. Non ci sto a far finta di niente! Rispetto alle argomentazioni – sottili o grossolane ma tutte rispettabili – che riguardano la sicurezza e il lavoro degli italiani forse dobbiamo provare ogni tanto a ribaltare i punti di vista per guardare a questa sporca faccenda dal punto di osservazione dei disperati. “Bisogna avere in corpo l’occhio del povero” ci ricordava don Tonino Bello, e noi continuiamo a guardare alle guerre, all’economia globale, all’immigrazione, ai diritti umani dai nostri porti e non dalle loro imbarcazioni. “Uccidetemi qui, uccidetemi subito” è il grido disperato di un “clandestino” accolto in un CPT e che sta per essere rimpatriato...
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