L’opinione

BEPPE GRILLO: «DIO NON VOTA»

[Beppe Grillo 14.10.04] Chi confonde il culturismo con la cultura è pericoloso. Confonde la forza con la ragione. Il 2 novembre si sceglierà tra Bush e Kerry anche a La California, frazione di Bibbona (Livorno). Se il presidente degli Stati Uniti si comporta come signore del mondo, perché devono votarlo solo gli statunitensi? Ci sarò anch'io...

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ARMI. QUEL COMMESSO VIAGGIATORE CON LA BANDANA

[GB - Unimondo 11.10.04] Sarò il vostro "commesso viaggiatore". Così ha detto oggi il Bandana ai dirigenti delle principali industrie armiere italiane in occasione del primo volo del caccia M-346. C’è solo da sperare che sia l’ennesima boutade, anche se proprio così non sembra…

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IL TERRORE CHE NASCONDE LA VERITÁ

[di Giulietto Chiesa 29.09.04] Siamo ormai tutti immersi in un bagno di terrore. E il terrore funziona a meraviglia per far eleggere George Bush. Qualcuno ha rilevato che solo gli americani votano in questa elezione, ma che essa, in realtà, è ormai l’elezione dell’imperatore del pianeta. Locuzione delle più imprecise perché solo una piccola parte degli americani votano e quindi se ne deduce che l’imperatore del pianeta è in realtà espressione solo delle classi abbienti (quelle che votano negli Usa), cioè di meno del 40% della popolazione statunitense...

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QUALE PROGRAMMA PER LE CARCERI ITALIANE?

[di Stefano Anastasia (presidente dell’Associazione Antigone) 04.10.04] E’ stata sufficiente la combinazione del tragico suicidio del sindaco di Roccaraso e della protesta dei detenuti di Regina Coeli perché il bubbone delle carceri esplodesse. La misura del degrado è data dai fatti del carcere romano. Sono anni (più di un decennio ormai) che i detenuti delle carceri italiane - nonostante i ricorrenti vaticinii degli apprendisti stregoni ministeriali - si guardano bene dal promuovere proteste che possano arrecare danni alle cose o alle persone...

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LA TRAGICA STUPIDITÀ DELLA GUERRA PRESENTE-PROSSIMA-VENTURA

[don Gianfranco Formenton (Fonte: Adista) 25.09.04] Se è vero che una guerra si riconosce per i vuoti proclami ideologici che l'accompagnano, allora ci siamo dentro veramente: quando quelli che prima erano null'altro che degli individui cominciano ad esser visti come membri di una comunità ostile e alternativa alla nostra, le opposte fazioni cominciano a delinearsi e a percepirsi reciprocamente come monolitiche, compatte e minacciose, spesso più di quanto non siano in realtà. È allora che entrano in scena i guerrafondai d'ogni orientamento e religione, sempre pronti a rinfocolare i conflitti e a soffiare sul fuoco della stigmatizzazione dell'altro con i loro folli proclami. Secondo don Gianfranco Formenton (parroco di S. Angelo in Mercole, a Spoleto), stiamo assistendo ad uno spettacolo simile, in questi ultimi tempi: "oramai ci siamo. La strage è stata programmata, i crocifissi di plastica, i veli islamici, i muri israeliani sono pronti a fare da bandiera per la nuova barbarie". A farne le spese, come di consueto, sono e saranno gli innocenti di ogni Paese e latitudine, i bambini, sia quelli la cui sofferenza vediamo ostentata in televisione, sia gli altri, quelli che soffrono senza che nessuno lo sappia. Forse, invece di indulgere, come si è fatto finora, a manifestazioni di cordoglio ostentate, spesso costruite ad uso e consumo dei media, è il caso di ricominciare a ragionare e a dire la verità, non per giustificare i gesti di violenza dell'una come dell'altra parte, ma semplicemente per capire come opporvisi. Di seguito, la riflessione di Formenton nella versione integrale...

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LETTERA DA RECIFE (BRASILE). «IL GOVERNO POPOLARE SI COSTRUISCE GIORNO DOPO GIORNO»

[Giovanni Baroni • 22.09.04] Miei cari amici, mancano pochi giorni alle elezioni municipali qui in Brasile. Quattro anni fa, emozionato, vi parlavo della vittoria del nostro metalmeccanico, João Paulo, come sindaco di Recife: uma vittoria del PT [Partido dos Trabalhadores, Partito dei Lavoratori], ma sopratutto delle classi popolari che per la prima volta dicevano un no alla élite locale, signora di terre e di zucchero. João Paulo ha preceduto la elezione di Lula: Recife ha votato in massa per il suo Presidente e adesso ritorna a manifestare la sua preferenza: il crescente vantaggio del candidato del PT, João Paulo, si deve sicuramente ai progressi delle politiche pubbliche sociali a favore del popolo adottate in questi quattro anni di governo popolare...

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LETTERE. I CONSIGLI DELLA SUOCERA

[Luca Salvi • 21.09.04] Dopo aver letto il servizio sulla Stampa sugli irriducibili di Saddam, ho pensato che, accidenti, aveva ragione mia suocera! Donna semplice, non certo esperta di politica o strategia militare ma ricca di sano buon senso, di fronte a Bush che in televisione proclamava "missione compiuta", mentre l'esercito iracheno si squagliava come neve al sole...

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UCCIDETEMI QUI

[Tonio Dell’Olio • 17.09.04] Nei giorni in cui il Governo approva un decreto legge per recepire la recente sentenza della Corte Costituzionale e un regolamento sull’immigrazione e mentre continuano, massicci, gli sbarchi sulle nostre coste, ormai quasi nell’indifferenza generale, di migliaia di “clandestini” (per chi?), un duro attacco alla legge Bossi-Fini sul rimpatrio forzato per i clandestini che giungono in Italia viene dal coordinatore nazionale di Pax Christi, Tonio Dell’Olio, che nell’editoriale del numero di settembre di “Mosaico di Pace” invita gli uomini di coscienza a ribellarsi. «Se il rimpatrio equivale ad una tragica condanna a morte – scrive Tonio Dell’Olio - io mi rifiuto di far parte del plotone di esecuzione e la mia coscienza mi rimprovera se mentre il comandante grida: Fuoco! Io mi giro dall’altra parte o mi tappo le orecchie per non sentire gli spari. Il rumore dei fucili che in un solo colpo stroncano, vita, sogni e progetti… ora si è fatto assordante e riempie l’aria. L’urlo dei condannati trascinati al patibolo è lancinante. Non ci sto a far finta di niente! Rispetto alle argomentazioni – sottili o grossolane ma tutte rispettabili – che riguardano la sicurezza e il lavoro degli italiani forse dobbiamo provare ogni tanto a ribaltare i punti di vista per guardare a questa sporca faccenda dal punto di osservazione dei disperati. “Bisogna avere in corpo l’occhio del povero” ci ricordava don Tonino Bello, e noi continuiamo a guardare alle guerre, all’economia globale, all’immigrazione, ai diritti umani dai nostri porti e non dalle loro imbarcazioni. “Uccidetemi qui, uccidetemi subito” è il grido disperato di un “clandestino” accolto in un CPT e che sta per essere rimpatriato...

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