L’opinione

DICEMBRE 2005. LA «LETTERA» DI ETTORE MASINA

[Ettore Masina • 02.01.06] La prima sera di San Silvestro che trascorsi a Roma, quarantadue anni fa, ero solo e andai a brindare da amici che abitavano a poche centinaia di metri dalla mia nuova residenza. Poco dopo mezzanotte, tornavo a casa  quando fui quasi investito da un oggetto voluminoso che, piombato dall’alto, seminò di schegge il marciapiedi sul quale camminavo. Era un water gettato da una finestra o da un balcone, e certamente mi avrebbe ucciso se ne fossi stato colpito...

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PENA DI MORTE

[Vincenzo Andraous • 16.12.05] Il governatore della California ha negato la grazia a  quel detenuto che fu candidato al premio nobel, Stanley Tookie. Ora è stato giustiziato. In Italia a Adriano Sofri è stata negata la grazia. Ora versa in fin di vita in un ospedale. Entrambi a distanza di dieci o trenta anni di carcere gia espiato si sono sempre dichiarati innocenti.

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I SEGNI DEI TEMPI CHE SVELANO LA PRESENZA DI DIO OGGI NELLA STORIA

[Adriano Sella • 11.12.05] Celebriamo in questi giorni i quarant’anni della chiusura del Concilio Vaticano II (8 dicembre 1965), il quale ci ha insegnato, soprattutto con la costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo (Gaudium et Spes), a leggere i segni dei tempi per saper cogliere la presenza di Dio nella nostra storia.

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CARCERE. LA PIETÀ DEL PERDONO

[Vincenzo Andraous • 03.12.05] Sono convinto che non esiste amnistia, indulto, sanatoria d’accatto, per il detenuto, non esistono slanci in avanti utopisti, esistono solamente uomini sconfitti, perché in un carcere non sopravvivono miti vincenti, ma esistenze sconfitte dal tempo e dalle miserie che ci portiamo addosso.

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NOVEMBRE 2005. LA LETTERA DI ETTORE MASINA

[Ettore Masina • 03.12.05] (...) Sui treni della banalità, dove i telefonini squillano in continuazione per messaggi inevitabilmente melensi, è raccomandabile tenersi eretti e vigili, avere fra le mani un buon libro, scoprire la gioia di cercare di rispondere a domande che noi stessi ci poniamo per non cadere nelle trappole del conformismo...

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QUEI SACRIFICI PER RIAPPROPRIARSI DELLA PROPRIA LIBERTÀ

[Vincenzo Andraous • 17.11.05] La Casa del Giovane di Pavia è una comunità terapeutica e di servizio, nelle sue strutture vi sono affidati tanti ragazzi, perché tolti a contesti familiari disastrati a tal punto da annientare uno spicchio di futuro tutto dentro un presente atomizzato...

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CALENDARIO 2006. «NEL SEGNO DELLA NONVIOLENZA. DON MILANI, PROFETA DI LIBERTÀ»

[Pax Christi Italia • 07.11.05] "Nel segno della nonviolenza. Don Lorenzo Milani, profeta di libertà" è il nome del nuovo calendario di Pax Christi 2006  dedicato alla figura di don Milani. Acquistando una copia del calendario ed eventualmente ordinandone altre da regalare in vista delle festività natalizie, da vendere nelle vostre parrocchie o associazioni, tra i vostri amici e familiari, aiuterete Pax Christi nella diffusione di un messaggio di solidarietà, giustizia e pace e sosterrete l'attività del Movimento.

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OTTOBRE 2005. LA «LETTERA» DI ETTORE MASINA

[Ettore Masina • 31.10.05] Imprevedibilmente, avendo riletto alcuni appunti di viaggio, mi capita di pensare a Brasilia, una delle più "moderne" città della Terra, come a una metafora del mondo in cui viviamo. Brasilia ha una storia che rimarrà negli annali.

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«DONALD CI ASPETTA IL PROSSIMO ANNO». UN COLLOQUIO NEL BRACCIO DELLA MORTE

[Giuliana Osella • 22.10.05] Donald Dufour, 49 anni, condannato per omicidio, è da 21anni in carcere. Ora è detenuto nel braccio della morte di Raiford (Florida). Nell’ambito dell’iniziativa scrivere a un condannato a morte della Comunità di Sant’Egidio, Marco è diventato suo amico. Nel mese di ottobre mi sono recata negli USA per fare visita a Donald insieme a Marco.

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SOSTENIAMO IL REFERENDUM BRASILIANO

[Amedeo Tosi • 05.10.05] Un referendum promosso in un Paese lontano, il Brasile. Un referendum vicino  al sentire e all’agire di tutte quelle persone che ovunque testimoniano «La pace è nelle nostre mani». Il 23 ottobre i cittadini brasiliani avranno l’opportunità di dire se vogliono che nel loro Paese il commercio delle armi da fuoco venga proibito.

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