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«UN FUTURO SENZA ATOMICHE»: CONSEGNATE LE OLTRE 67 MILA FIRME RACCOLTE

[GRILLOnews • 09.04.08] Sono state consegnate giovedì 27 marzo 2008 presso gli uffici della Camera dei deputati 67 mila firme necessarie per avviare l'iter della legge di iniziativa popolare, nella quale si dichiara l'Italia zona libera da armi nucleari. Ne servivano 50 mila. Ne sono state raccolte molte di più. Nella sola Provincia di Vicenza sono stati oltre 6250 i sottoscrittori: la città berica è stata la più virtuosa in Veneto, preceduta a livello nazionale solo da Brescia.

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ARMI: NUOVO RECORD PER IL MADE IN ITALY

[Riccardo Bagnato (Vita) • 28.03.08] Aumentano del 9,4% le autorizzazioni e dell'8% il valore delle esportazioni di armi italiane nel mondo. Lo rileva il Rapporto annuale. Fra i destinatari: Pakistan, Turchia, Malaysia e Iraq. Unicredit, Deutsche Bank e Banca Intesa San Paolo le 'reginette' delle Banche Armate.

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ERA UNO DI QUELLI

[Vincenzo Andraous • 02.04.08] Nei giorni scorsi su un quotidiano c'era un articolo posizionato in modo da esser letto poco e male. Diceva che nella parte abbandonata di un Ferrotel era stato trovato, sopra un materasso lacero e sporco, un extracomunitario privo di vita. É trascorsa una settimana per scoprire nei sotterranei di una mensa-accoglienza, il corpo senza vita di una persona, di un ultimo perfino nella malattia.

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VERONA. «NELLA MIA CITTÁ NESSUNO É STRANIERO!»

[GRILLOnews • 26.03.08] Verona è sempre stata e vuol continuare ad essere città dell'accoglienza e della solidarietà. Lo riafferma con forza la ricostituzione del Cartello «Nella mia città nessuno è straniero!», un coordinamento di associazioni nato nel 1995 dall'Appello «Per una Verona civile e solidale», che ha assunto su di sé come obiettivo prioritario l'impegno a combattere il razzismo e ogni forma di discriminazione sul territorio. Il Cartello rimane aperto all'adesione di tutte le associazioni che vorranno dare il loro contributo di idee e di azione al coordinamento.

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«RITMI», RETE ITALIANA DI MICROFINANZA

[Nigrizia • 05.03.08] Per iniziativa di otto operatori del microcredito e della microfinanza si creano nuove opportunità di accesso al credito per i poveri. Il campo d'azione di «Ritmi» è duplice: l'Italia e i Paesi in via di sviluppo.

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«DIFENDERE LA VITA TUTTA INTERA, NON SOLO IL SUO INIZIO E LA SUA FINE»

[Luca Kocci • 22.03.08] «Credo che i temi fondamentali per i cattolici siano quelli della giustizia, della legalità, della nonviolenza, della trasparenza dei bilanci, dell'accoglienza e della vita. Non solo dell'inizio e della fine della vita, ma anche degli anni del vivere, sui quali l'attenzione mi sembra più sfumata» spiega don Fabio Corazzina, coordinatore nazionale di Pax Christi.

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VERONA. TRE LABORATORI SUL TEMA DEL CONFLITTO

[Casa della Nonviolenza • 23.03.08] Tre laboratori sul tema del conflitto micro, ovvero dei conflitti interpersonali, a Verona. L'idea nasce da una presa di coscienza: nella nostra vita solitamente tendiamo a rimuovere i conflitti, a non vederli, ma questo non comporta la loro scomparsa. Anzi, proprio questo fare finta, questo non voler vedere per non affrontare, permette al conflitto di circolare nelle nostre relazioni rendendole sofferenti. È la paura del conflitto che spesso avvelena le nostre relazioni sia personali che professionali, la paura di qualcosa che percepiamo come distruttivo, dove o si vince oppure si è perdenti...

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PAOLO RUMIZ COLLOQUIA CON SERGE LATOUCHE SULLA DECRESCITA

[Paolo Rumiz • 24.02.08] Dal sito del quotidiano «La Repubblica» riprendiamo il seguente articolo del 24 febbraio 2008, dal titolo «Decrescita: Latouche, la felicità con meno», scritto da Paolo Rumiz. «Il disastro è cominciato allora. É lì che si è scatenata la corsa allo spreco. In quarant'anni il nostro impatto negativo sulla biosfera è triplicato, e non smette di crescere».

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VERONA. POPULISMO ETNICO, RELIGIONE CIVILE E NONVIOLENZA

[Sergio Paronetto • 15.03.08] Verona non ha bisogno né della retorica sulla «città dell'amore» né dell'ideologia della veronesità intesa come tradizione 'definitiva', naturale o metafisica, da conservare e imitare. Questa idea affiora in molte occasioni e viene presentata anche dalla Commissione per la Cultura del Comune. Stiamo rischiando una forma di populismo etnico. Esso non si esprime solo nella proposta simbolica del Carroccio come simbolo della città ma nella politica reale dell'amministrazione, fino alla recente proposta di abolire la neonata Consulta degli Immigrati.

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