Mondo

GIANNI MINA’: L’IMPOTENZA DELL’OCCIDENTE

[di GIANNI MINA' • 12.01.02] Colpi di stato, stragi eseguite o coperte, piani militari spacciati per azioni antidroga, finanziamenti a terroristi: l'inadeguatezza morale e strategica degli Usa nell'affrontare con qualche possibilità di successo questo incendio mondiale.

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AIDS IN AFRICA: UNA GUERRA SILENZIOSA

[a cura del Comitato di Fano di Chiama l’Africa • 17.12.01] L’AIDS in Africa ogni minuto ruba un bambino, ogni minuto di ogni ora, per tutti i giorni di ogni anno un bimbo chiude gli occhi per sempre. Colpa dell’AIDS di cui, spesso, è ammalato fin dalla nascita.

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GIOIRE PER LA CARNEFICINA

[di Francesco Comina • 10.12.01] Il godimento della guerra. Ecco il motivo che andavo cercando per respingere al mittente ogni tentativo di dare un senso al bombardamento delle citta', allo schieramento degli eserciti, alla giustificazione della guerra come strumento per la soluzione dei problemi e delle minacce che incombono sull'umanita'.

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PAPISCA: CONTRO IL TERRORISMO PIU’ FORZA ALL’ONU

[di Antonio Papisca, DIRETTORE DEL CENTRO DIRITTI UMANI DELL'UNIVERSITA’ Di PADOVA • 10.12.01]  TRANNE CHE IN CASO DI AGGRESSIONE, POSSIAMO USARE LE ARMI SOLO IN OPERAZIONI DELLA NATO, DELL’OSCE E DELLE NAZIONI UNITE. IN UN MONDO SEMPRE PIù INTERDIPENDENTE OCCORRE RILANCIARE CON DECISIONE LE ISTITUZIONI INTERNAZIONALI.

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GIULIETTO CHIESA: UNA CRISI INTERNA ALLA GLOBALIZZAZIONE

[di Giulietto Chiesa • 01.12.01] Riportiamo il testo dell'intervento di Giulietto Chiesa all'incontro "Contro la guerra, contro la globalizzazione della miseria e dell'esclusione: verso Porto Alegre 2002" organizzato dal Forum Mondiale delle Alternative e da Attac Italia alla Camera del Lavoro di Milano sabato 24 novembre 2001

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MENZOGNE UMANITARIE

[di JOHN PILGER • 01.12.01]  John Pilger è uno dei più premiati giornalisti britannici. Nato a Sydney, corrispondente e commentatore di guerra quasi leggendario, ha coperto conflitti in tutto il mondo, dal Vietnam alla Birmania, dalla Cambogia al Medio oriente. Ha vinto due volte il principale premio giornalistico britannico (il "Journalist of the year") e i suoi documentari si sono aggiudicati un'infinità di altri riconoscimenti, incluso un Reporter sans frontieres Award e un Emmy. Il suo ultimo documentario, "The new rules of the world", è sulla globalizzazione. Ha scritto sei libri, tra i quali "Heroes" e "Hidden Agendas", rivelando i retroscena di molti conflitti sanguinosi. I suoi articoli appaiono su Guardian, Independent e New Statesman in Gran Bretagna, New York Times, Los Angeles Times e The Nation negli Stati uniti, The Age e Sydney Mornig Herald in Australia. Ha due figli, vive a Londra.

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L’INTERVENTISMO ITALIANO. KABUL, BEL SUOL D’AMORE

[di Manlio Dinucci • 26.11.01] La partenza di un gruppo di battaglia della marina italiana verso il Mare Arabico, per partecipare alla guerra Usa in Afghanistan, costituisce l'ultimo passo di una escalation interventista, iniziata dieci anni fa. Ricostruiamone le tappe principali. Nel 1991, con il governo Andreotti (Dc-Psi-Pri-Psdi-Pli), la Repubblica italiana combatte la sua prima guerra, partecipando all'operazione "Tempesta del deserto" lanciata dagli Usa nel Golfo Persico.

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ANCHE L’ITALIA IN GUERRA? VUOL DIRE CHE HA VINTO BIN LADEN

[Nigrizia • 26.11.01] L'Italia in guerra? Vuol dire che anche in Italia bin Laden ha già vinto, dopo aver vinto a Washington, a Londra… La sua vittoria non è l'aver abbattuto le Torri gemelle e mezzo Pentagono, ma l'averci convinto che l'unico, vero terreno di confronto fra "civiltà" (e religioni) sarà quello di sempre: militare, bellico. Dove ha ragione il più forte. Nigrizia non ci sta.

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LA MERCE, ANIMA DELLA GUERRA

[di Sergio Finardi • 26.11.01] La materia di base dei conflitti tra le potenze - e dei conflitti tra queste e il resto del mondo, come mostra la vicenda della guerra in Afghanistan - è la concorrenza e lo scontro per il controllo delle risorse strategiche e dei settori economici collegati. Un controllo che concorre alla formazione degli elementi fondamentali dell'egemonia, sia essa globale o regionale. In qualsiasi modo concorrenza e confronto si camuffino - conflitti di nazionalismi, religioni, etnie, ideologie, gruppi economici - si troverà frequentemente al fondo di esse la lotta per il controllo di uno o più settori strategici, o per un loro segmento.

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